Opporsi ad ogni forma di illegalità è un investimento per il futuro .

28.03.2025

di Mary TROIANO

Direzione territoriale regione Puglia Associazione LA TAZZINA DELLA LEGALITA'

Questo è il messaggio dei ragazzi che abbiamo incontrato oggi a Cassano dello Ionio, presso l'IISS Erodoto di Thurii, per una nuova tappa della Staffetta della Legalità. 

 Ad accoglierci, la Dirigente Scolastica prof.ssa Anna Liporace ed il Sindaco Giovanni Papasso, insieme al dott. Pietro Molinaro, Presidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa del Consiglio regionale della Calabria ed al Vicario generale della Diocesi di Cassano allo Ionio, don Nunzio Laitano. 

Nella fotonotizia da sx vers dx: 
dott. Pietro Molinaro, Presidente della Commissione consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta, Tiberio Bentivoglio vittima di 'ndrangheta, Giovanni Papasso Sindaco di Cassano allo Ionio, prof.ssa Anna Liporace Dirigente Scolastica IISS Erodoto di Thurii Cassano allo Ionio, prf.ssa Mary Troiano Vice presidente nazionale e direttrice territoriale per la regione Puglia Ass.ne LA TAZZINA DELLA LEGALITA', Domenico Scordino staffetta di volonta al dispositivo di scorta del Giudice Giovanni Falcone

Come incipit per la discussione, la proiezione del documentario "Le parole non bastano", realizzato in collaborazione con l'Associazione Culturale "La Tazzina della Legalità", diretto e prodotto da Silvio Valzani, responsabile della comunicazione e socio fondatore dell'Associazione. 

La sceneggiatura ripropone, in parte, le testimonianze riportate nel volume "La Tazzina della Legalità", curato da Mary Troiano, che raccoglie storie, testimonianze e riflessioni sul tema dell'illegalità, già proposto all'attenzione degli studenti, pronti ad una visione critica dei contenuti. 

Le loro considerazioni ed i loro quesiti sono stati, così, al centro della discussione, con momenti di grande coinvolgimento emotivo. Tra questi, la testimonianza di Nicola Catanese, già caposcorta del giudice Paolo Borsellino, scampato alla strage di via D'Amelio solo per una fatalità ; di uguale impatto, il racconto di quanto accadeva a Palermo all'epoca del maxiprocesso, da parte di Domenico Scordino, staffetta di volante al dispositivo di scorta del giudice Falcone. 

L'esempio è, certamente, il mezzo più incisivo per mobilitare le coscienze, soprattutto se offerto dalla viva voce di testimoni di giustizia, che hanno avuto il coraggio di denunciare gli abusi subiti da parte della criminalità organizzata, subendone pesanti conseguenze sul piano personale. E' quanto emerso dal racconto di Tiberio Bentivoglio, imprenditore calabrese che non si è piegato alle ripetute richieste di pizzo ed è sopravvissuto ad un grave agguato che avrebbe dovuto farlo tacere per sempre. Invece, anche oggi, Tiberio Bentivoglio era lì, tra i ragazzi, a diffondere il suo messaggio di incoraggiamento, come fa ormai da tanti anni dopo l'attentato alla sua persona, in Aspromonte, per mano dei suoi aguzzini. 

La sua storia è, per alcuni aspetti, simile a quella raccontata da Raffaele Fazio, artigiano, divenuto oggetto di attenzione da parte della criminalità organizzata, e di tanti altri imprenditori che si impegnano per salvaguardare l'immagine sana della Calabria. 

Tiberio Bentivoglio, durante il suo intervento.

E' questo lo spirito che anima la rete associativa della Tazzina della Legalità, nata proprio dall'idea di un altro imprenditore calabrese che ha subito più volte minacce ed intimidazioni – Sergio Gaglianese – presidente della citata Associazione che, oggi, coinvolge associati su tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare l'opinione pubblica e le Istituzioni ad intraprendere azioni positive per l'affermazione della cultura della legalità. 

Parlarne è importante per non indulgere all'indifferenza ed alla superficialità di chi, forse, non è stato toccato in prima persona ma, magari, assiste inerme a fatti e situazioni che, invece, devono essere denunciati e dai quali occorre prendere le distanze.

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